Il quadro che i dialoghi presentano al lettore - argomenta Rita Betendui è davvero poco rassicurante (...) C’è possibilità di reagire? Per i tre "dialoganti" e per l’autore, questa possibilità c’è. Ma a condizione che si percorrano strade nuove. E ciò anche rispetto alla forma-partito che dovrebbe configurarsi, sartrianamente, come una molteplicità di “gruppi in fusione”, e cioè come un insieme determinato e concreto di presenze, con gli sguardi che reciprocamente si incrociano e con un’attività effettiva e uno scopo reale, e anzi immediato, da realizzare. Un partito da attraversare, insomma, “a raggiera” e non “a piramide”, orizzontale e non verticale, comunista e continuamente innovativo (continua la lettura)
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