In questa fase di crisi finanziaria del sistema capitalista nella sua variante liberista ci domandiamo in tanti se essa è l'inizio della fine dell'esistente "ordine" economico mondiale. Questa domanda è posta non solo nell’area di chi si rifà al marxismo e che considera l’ennesima crisi del capitalismo come la riconferma della giustezza della critica ai rapporti produttivi basati sul profitto, ma anche nel campo della borghesia, dove c’è un alto grado di allarme, perché la crisi finanziaria può portare diritto alla recessione economica mondiale con risvolti sconvolgenti per le economie di tutto il globo terrestre. E quello che più preoccupa finanzieri e multinazionali è che per ora anche gli interventi pubblici possono servire a poco, visto come vengono bruciate in poco tempo montagne di carta-moneta. Diversi analisti borghesi proiettano così l’attuale crisi oltre il momento presente, e scrivono che la vera crisi deve ancora farsi sentire. Per ora brancolano nel buio. (continua la lettura dell'intero articolo)
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